4 Febbraio 2010

In ricordo di Angelo

Ancora a distanza di giorni, le parole proferite dal responsabile del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Gallarate mi rimbombano nella mente: “ 31 gennaio 2010; ora del decesso 15,20”.
Rimango attonito davanti alla ferale notizia.
Angelo Galli non è più.
Tutto ad un tratto mi trovo a ripercorrere l’ultimo periodo della mia vita trascorso fianco a fianco a te, Angelo, uomo speciale e mio “papà” artistico, come desidero chiamarti.
Mi piaceva essere definito da Te, “tuo unico erede”. Hai voluto fortemente che io ti succedessi alla guida FIPD; ho voluto con altrettanto vigore che tu mi rimanessi accanto nell’affrontare questo nuovo percorso, io ancora inesperto e acerbo conduttore.
Mi hai accolto in quella che Tu hai sempre definito la tua Famiglia, quella di via Nicolò Tommaseo. Una famiglia alla quale hai dedicato tutta la tua vita. Una vita connaturata da senso del dovere, abnegazione e incommensurabile affetto. Tu eri il Papà di tutti. Noi i tuoi figli! In ogni momento hai saputo dare il meglio di Te dedicando a FIPD le energie migliori, lasciando sempre e ovunque esempio di rettitudine, competenza e umanità, soprattutto nei confronti dei tuoi collaboratori che hai saputo guidare con entusiasmo, equilibrio e serietà, con la dirittura morale di un vero condottiero. Porterò sempre con me il ricordo delle tue esperienze raccolte nelle nostre chiacchierate in macchina durante sia i brevi percorsi che nelle lunghe distanze.
Ora questa è casa tua” mi dicevi, indicando la sede FIPD. “Ho passato qui gli ultimi25 anni della mia vita”, continuavi. E ancora “ vedrai, anche tu farai come me che da Sesto mi sono trasferito qui”. Ed hai gioito quando solerte esecutore ho spostato la mia dimora dal Piemonte alla Lombardia, bramoso e felice come un bimbo di entrare a far parte della Tua grande famiglia FIPD.
Hai gioito dei miei risultati e non hai esitato a riprendermi con un tenero sorriso quando a tuo dire “stavo cadendo nella rete degli sciacalli e dei mercenari”. Mi farò sicuramente custode del tuo testamento artistico e spirituale. Quel testamento che hai iniziato a scrivere quando hai voluto mettere mano alla stesura di quelle pagine ancora “incomplete”, ahimè, della tua storia, della storia della danza e di FIPD. Pagine che io mi impegno a completare nel ricordo di te, Angelo.
Caro Angelo, ancora stamattina mentre scrivo, mi sembra assurdo che si sia compiuta una tragedia così grave ed improvvisa.
Mi farò forza attraverso il ricordo di quei momenti che conserverò nel mio bagaglio siglato “Angelo Galli”. Ricordi che riaccompagneranno e che rafforzeranno in me il privilegio di averti conosciuto e di aver percorso insieme un buon tratto della nostra vita. A tutta la FIPD, tua famiglia indiscussa ed ai componenti, che di essa ne sono l’elemento indissolubile, voglio rinnovare i miei sentimenti di solidarietà umana, accompagnati dalla speranza che la copiosa eredità di esempio e di valori umani lasciata da Te, caro Angelo, servirà ad affrontare con maggiore forza il cammino della vita. Caro Angelo, concludo pregandoTi di non dimenticarti di noi. E così, quando avrò bisogno di un aiuto, quando avrò necessità di assistenza, spero di sentire dentro di me quella voce, la Tua, che come al solito mi dice: “ci sono qua io che posso darvi una mano”.

GALLI DOCET…

Gianluca Matarese